Di seguito viene presentato un caso reale affrontato sul campo di rilievo planoaltimetrico di cava estrattiva di materiale calcareo mediante la tecnica della aerofotogrammetria con punti di appoggio a terra (GCP).

La cava, dalla forma di antico teatro greco (koilon), presenta pianta a forma semi-circolare con un ingombro massimo di 350 metri x 250 metri, ed un’altezza massima di 200 metri

1. fase: per la realizzazione del rilievo sono state battute le coordinate oggetto (mediante GNSS in modalità NRTK) di 15 punti a terra denominati Ground Control Point o punti di appoggio (GCP). I GCP, con coordinate oggetto note, devono essere ben visibili e identificabili su più immagini, inoltre possono essere dei punti naturali (dettagli del terreno o manufatti esistenti) o punti artificiali (bersagli creati e posizionati ad hoc in modo temporaneo o permanente);

2. fase: volo SAPR con acquisizione di 398 fotografie ad alta risoluzione (36Mpx) mediante fotocamera full frame Sony α7R munita di ottica da 35 mm.;

3. fase: triangolazione aerea (TA) mediante software di ricostruzione Context Capture della Bentley System. La triangolazione aerea è il metodo tradizionale per determinare l’orientamento esterno di un blocco di fotogrammi.

Esistono due tipi di punti: i Tie Point (TP) che hanno solo coordinate immagine e i Ground Control point (GCP) che hanno sia coordinate immagine che coordinate oggetto. Basandosi sul principio della collinearità, viene costruito un sistema di equazioni che mette in relazione le coordinate immagine sui fotogrammi e le coordinate oggetto a terra, permettendo di determinare i parametri di orientamento esterno. Le coordinate immagine dei TP (Tie Point) vengono misurate in modo automatico dal software. Le coordinate immagine dei GPC vengono misurate dall’operatore andandole a riconoscere direttamente sulle immagini, mentre le coordinate oggetto dei GCP vengono misurate per via topografica così come indicato nella fase 1 e digitalizzate nel software. Al termine della procedura di triangolazione aerea, il software mostra una statistica della qualità dei GCP in input (viene effettuata una differenza tra le coordinate oggetto topografiche introdotte e quelle ricavate dalla misura fotogrammetrica. Più piccolo è lo scarto e migliore è l’orientamento esterno calcolato);

4. fase: ricostruzione di modello 3D texturizzato mediante software Context Capture della Bentley System. Il modello 3D, interfacciandosi con software topografici dedicati, permette di ottenere curve di livello e sezioni ambientali utilizzate nel caso studio per valutare le quantità di materiale “cavato” rispetto ad uno stato di fatto iniziale.

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